Il consumatore ecuadoriano affronta il 2026 con una maggiore pressione sul proprio portafoglio, ma ciò non significa che abbia smesso di consumare. Sta cambiando il modo in cui acquista, i canali che sceglie e le esigenze a cui destina il proprio budget.
Nel primo semestre dell'anno, il volume dei beni di largo consumo è cresciuto dell'1% e il numero di acquirenti è aumentato del 2,7%. Tuttavia, le famiglie stanno concentrando i propri acquisti: la frequenza è diminuita del 7%, mentre la spesa media per acquisto è aumentata del 4%, raggiungendo circa 8,9 dollari.
I risultati del rapporto " Consumer Insights Q2 2026" di Worldpanel by Numerator evidenziano quindi un consumatore più strategico, che riorganizza le proprie scelte alla ricerca di maggiore efficienza e valore.
Meno visite, acquisti più concentrati
Il contesto economico continua a influenzare i consumi: il 44% delle famiglie percepisce un aumento dei prezzi, mentre il 48% ritiene che la propria situazione finanziaria sia rimasta invariata rispetto all’anno precedente.
In questo contesto, la minore frequenza e la maggiore spesa per ogni occasione si accompagnano a un calo del 3% della spesa media per acquirente, mentre il volume totale registra una leggera crescita.
Per i marchi, questa dinamica accresce l’importanza di ogni visita al punto vendita: ci sono meno opportunità di entrare nel carrello e una maggiore necessità di capire cosa determini la scelta dell’acquirente.
I canali ridefiniscono il proprio ruolo nel processo di acquisto
L'omnicanalità è ormai consolidata in Ecuador. Il consumatore utilizza in media 9,2 canali, rispetto agli 8,1 del 2023, ma ogni canale risponde a una missione diversa.
Il discount registra un aumento della frequenza d’acquisto e raggiunge una penetrazione consolidata; il canale moderno registra un aumento dei momenti di acquisto, pur registrando un calo dello scontrino medio; mentre il canale tradizionale deve fare i conti con una riduzione della frequenza d’acquisto a fronte di un comportamento d’acquisto sempre più frammentato.
La differenza sta anche nella missione: i negozi registrano 37 occasioni di acquisto contro le 18 dei discount, mentre i cataloghi, i grandi rivenditori e le farmacie si distinguono per scontrini di importo più elevato.
Parallelamente, il marchio proprio guadagna terreno nell'equazione del valore: raggiunge una quota di mercato del 26% nel settore dei latticini e dei sostituti, del 25% in quello dei prodotti per la cura della casa e del 21% in quello alimentare.
La sfida per produttori e rivenditori non consiste più nel replicare il canale in crescita, ma nel comprendere quale funzione svolga ciascun formato e nel costruire un'offerta adeguata a quella missione di acquisto.
I prodotti di base dominano il paniere, ma la crescita deriva da altre esigenze
I prodotti di prima necessità rappresentano il 61% delle unità del settore FMCG, ma le opportunità di crescita si stanno delineando in altre categorie di prodotti di uso domestico.
I “Need Spaces”, il modello di Worldpanel che permette di comprendere come le famiglie ripartiscano il proprio budget tra le diverse esigenze della vita quotidiana, evidenziano una nuova logica di consumo.
Il settore "Cura e benessere" rappresenta il 35% del contributo alla crescita, seguito dal settore "Piaceri" con il 31% e dal settore "Famiglia allargata" —che comprende il mondo degli animali da compagnia— con il 6%.
Questa prospettiva consente di individuare opportunità in settori quali la bellezza, le bevande e gli alimenti funzionali, i prodotti lattiero-caseari alternativi e i prodotti per animali domestici, andando oltre le tradizionali suddivisioni per categoria.
Il valore non ha più un'unica direzione
Il consumatore non si limita a cercare il prezzo più basso. Mentre i marchi della fascia Economy registrano un calo del 15% e quelli della fascia Mainstream dell’1%, la fascia Premium cresce del 6% e i marchi propri registrano un aumento del 3%.
Due estremi apparentemente opposti possono coesistere perché rispondono a esigenze diverse: in alcune decisioni, il consumatore cerca di ottimizzare il proprio budget; in altre, è disposto a pagare di più per un vantaggio che ritiene rilevante.
Per questo motivo, limitarsi a capire cosa acquista il consumatore non è più sufficiente. I marchi devono comprendere perché il consumatore acquista, dove lo fa e quali esigenze spera di soddisfare in ogni occasione.
In un mercato in cui la spesa viene ridistribuita e le priorità cambiano,
Cosa significano questi cambiamenti per la crescita del tuo marchio? Scopri di più su Consumer Insights 2026 e parla con i nostri esperti.

