Acquisti dell'ultimo minuto: lo stile brasiliano ai Mondiali
Uno degli aspetti più significativi del comportamento dei consumatori brasiliani in occasione dei grandi eventi è il loro rapporto con la pianificazione — o, più precisamente, la sua assenza.
Analizzando i dati relativi ai Mondiali del 2026, emerge un dato che, a prima vista, può sorprendere: il 49% dei brasiliani non è solito pianificare le proprie spese per poter seguire le partite.
Ma questo dato va interpretato con cautela.
Ciò che ne emerge non è disinteresse, bensì un modello diverso di coinvolgimento.
In Brasile si registra una presenza significativa di profili "occasionali" e "disinteressati", che non si organizzano in anticipo, ma che entrano nell'atmosfera man mano che il campionato procede. Si tratta di consumatori che rimandano la decisione all'ultimo momento, spesso proprio il giorno stesso della partita.
Questo si riflette direttamente sul comportamento d'acquisto: solo il 20% pianifica in anticipo, mentre una parte significativa concentra gli acquisti il giorno della partenza.
Allo stesso tempo, sappiamo che i Mondiali hanno un effetto mobilitante. Anche chi non segue regolarmente il calcio finisce per partecipare, il che amplia il potenziale di consumo.
Un altro aspetto rilevante è la digitalizzazione di questo comportamento. Tra gli "Appassionati" si registra un maggiore ricorso all'e-commerce e alle app, il che indica che gli acquisti dell'ultimo minuto tendono a spostarsi sempre più verso i canali digitali.
In pratica, ciò crea una situazione complessa, ma al tempo stesso ricca di opportunità.
In Brasile, avere successo durante i Mondiali non dipende necessariamente da una pianificazione anticipata, ma dalla capacità di conquistare il consumatore nel momento in cui decide di acquistare.
E quel momento, spesso, inizia proprio con il fischio d'inizio.
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