Una nuova era per il commercio al dettaglio

Declino del canale tradizionale, carrelli della spesa più frammentati, maggiore frequenza di acquisto e propensione a visitare diverse catene: questi sono i fattori chiave

Il settore del commercio al dettaglio entra in una nuova fase competitiva caratterizzata dal declino del canale tradizionale e dai cambiamenti nella struttura demografica del Paese, che porteranno a un consumatore con carrelli della spesa più frazionati, una maggiore frequenza di acquisto e una maggiore propensione a recarsi in diverse catene.

Da un lato, la distribuzione organizzata ha consolidato i cambiamenti lenti ma costanti che sta registrando dall’inizio del secolo, crescendo a scapito del canale specializzato, che ha perso lungo il percorso 13 punti, passando dal 28% al 15% a causa dell’andamento negativo dei negozi tradizionali, canale che sta ormai toccando il fondo.

Inoltre, i cambiamenti demografici che interessano i consumatori e quelli promossi dal settore stesso continueranno a favorire la trasformazione del tessuto della distribuzione.

Per quanto riguarda i primi, va sottolineata la tendenza in crescita dei nuclei familiari composti da una o due persone soltanto, che vivranno in città con più di 500.000 abitanti e che nel 2040 raggiungeranno rispettivamente il 65% e il 45%. In definitiva, si tratta di cambiamenti sociali che renderanno i consumatori più inclini a fare acquisti più frazionati e mirati, il che a sua volta richiederà un maggior numero di visite ai punti vendita e, di conseguenza, amplierà la gamma di catene visitate da una famiglia.

A questo proposito, noi di Worldpanel abbiamo suddiviso il consumatore attuale in tre categorie: alta, media e bassa frequenza, tenendo conto delle diverse fasi della vita di una famiglia. Ebbene, i consumatori ad alta frequenza visitano in media già 8 insegne diverse, cinque in più rispetto a quelli a bassa frequenza. Di conseguenza, la spesa che effettuano presso la loro catena principale è inferiore fino a 20 punti percentuali nello stesso confronto tra alta e bassa frequenza (46,5% contro 65,4%).

Un aumento della frequenza che favorisce la nascita e il consolidamento di nuovi rivenditori con un posizionamento differenziale, come Primaprix o Action, che stanno acquisendo sempre più peso in termini di penetrazione nelle famiglie.

E, come nota conclusiva, la crescita non deriverà più tanto dal volume del carrello una volta che il cliente è in negozio, quanto piuttosto dalla capacità di cogliere un maggior numero di momenti della vita del cliente. La nuova logica di mercato si basa sulle missioni di acquisto – dall’organizzare una cena al rifornimento delle scorte, passando dalla ricerca di un’offerta speciale o dall’acquisto quotidiano di prodotti freschi – nonché sul legame che il cliente instaura con la catena, dato che non è possibile interagire allo stesso modo con un cliente abituale e con chi si reca in negozio solo occasionalmente.

Bernardo Rodilla
Direttore del settore retail, Worldpanel by Numerator
Veronika Khurshudyan
Direttrice clienti retail, Worldpanel by Numerator

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