Secondo i nostri ultimi dati, nelle quattro settimane fino al 6 settembre 2026 le vendite di generi alimentari da asporto sono aumentate del 2,0%. L’inflazione dei prezzi dei generi alimentari a parità di punti vendita si è attestata al 2,3%, registrando un aumento più rapido rispetto al mese scorso, pur rimanendo comunque relativamente contenuta.
Il mese di agosto ha portato con sé ancora un clima mite e ha segnato la conclusione di un’estate all’insegna dello sport. Tuttavia, con il ritorno a scuola e al lavoro in cima alle priorità di molti, le abitudini di acquisto hanno iniziato a cambiare: nel mese sono state registrate 18 milioni di visite in meno ai negozi di alimentari rispetto al picco di 497 milioni raggiunto a luglio.
La fine delle vacanze estive comporta solitamente un calo nella frequenza delle uscite e una maggiore attenzione agli acquisti essenziali, e quest’anno non fa eccezione. Sebbene l’inflazione sui generi alimentari abbia registrato un modesto aumento il mese scorso, rimane comunque notevolmente inferiore ai livelli osservati all’inizio dell’anno, offrendo alle famiglie un po’ di respiro.
L'uniforme scolastica torna nella lista della spesa
Con l’inizio del nuovo anno scolastico, gli articoli dell’uniforme scolastica sono tornati a riempire cestini e carrelli della spesa, e anche quest’anno il rapporto qualità-prezzo è rimasto una priorità per i genitori, dato che il costo della vita continua a pesare sui bilanci familiari.
La spesa media per acquirente per le divise scolastiche è stata di 54,53 sterline, in calo rispetto alle 62,29 sterline del corrispondente periodo dell’anno scorso, con una flessione del 12,4% su base annua, poiché gli acquirenti hanno optato per le offerte promozionali e gli articoli di seconda mano per gestire il bilancio familiare.*
Il rapporto qualità-prezzo è la parola d’ordine per i genitori in questo periodo di rientro a scuola. Più di quattro famiglie su dieci (44%) danno ormai la priorità assoluta al contenimento dei costi quando si tratta di acquistare l’uniforme, anche se ciò comporta un leggero compromesso in termini di qualità, mentre un terzo (33%) cerca ancora di trovare un equilibrio tra i due aspetti.**
È un chiaro segnale che, per molte famiglie, il rientro a scuola cade in un momento difficile dal punto di vista economico, e i rivenditori in grado di offrire garanzie sui prezzi senza compromettere la qualità ne trarranno sicuramente vantaggio.
All'inizio del trimestre, il cestino del pranzo si riempie dei cibi preferiti
I classici piatti preferiti per il pranzo erano ben visibili nei carrelli della spesa, dato che i genitori hanno ricominciato a concentrarsi sul riempire i cestini del pranzo dei propri figli.
I panini erano presenti in oltre la metà dei cestini del pranzo dei bambini***, e il numero di famiglie con bambini che hanno acquistato pagnotte di pane è aumentato di oltre mezzo milione nei sette giorni fino al 6 settembre rispetto alla settimana precedente. Anche il numero di acquirenti di mandarini satsuma (+29%) e cetrioli (+21%) ha registrato un’impennata nell’ultima settimana prima dell’inizio delle lezioni.
Questo mese i prodotti di marca hanno superato quelli a marchio proprio per la seconda volta soltanto nell’ultimo anno, con un aumento delle vendite del 3,7% rispetto alla crescita del 2,9% registrata dai prodotti a marchio proprio: un’inversione di tendenza che ha caratterizzato gran parte del 2026. Nonostante questo cambiamento, i consumatori hanno mantenuto un forte interesse per le promozioni. La spesa per le offerte sui generi alimentari è aumentata di 243 milioni di sterline, pari al 7,0% su base annua, superando nettamente la crescita delle vendite a prezzo pieno, fermatasi appena all’1,4%.
Asda torna a crescere
Le vendite di Asda sono aumentate dello 0,1% nelle 12 settimane fino al 6 settembre, segnando il ritorno alla crescita della catena di supermercati per la prima volta dal marzo 2024. Il rivenditore con sede a Leeds detiene ora una quota di mercato dell’11,5%, con una quota più elevata, pari al 16,0%, nel nord dell’Inghilterra, e sta registrando risultati superiori alla media di mercato in categorie quali bevande calde, gelati e pollame refrigerato.
Ocado, con un aumento del fatturato del 13,3%, è stata per la trentesima volta consecutiva la catena di supermercati in più rapida crescita, utilizzata dal 4,4% delle famiglie nelle ultime 12 settimane. La quota di mercato dello specialista del solo online è aumentata di 0,2 punti percentuali, attestandosi al 2,2% del mercato.
L'altra catena di supermercati che ha guadagnato quote di mercato, Lidl, è salita all'8,7% del mercato, dall'8,3% di un anno fa. Le vendite sono aumentate dell'8,0%, grazie soprattutto alle ottime prestazioni registrate nei settori dei dolciumi, delle bevande analcoliche e dei prodotti freschi.
Le vendite di Sainsbury's sono aumentate del 2,9% rispetto all'anno scorso. La seconda catena di supermercati del Regno Unito ha registrato una crescita leggermente superiore a quella di Morrisons, che ha registrato un aumento del 2,8%, il che significa che ciascuna catena ha mantenuto una quota di mercato rispettivamente del 15,2% e dell'8,4%.
Tesco ha registrato un aumento delle vendite dell'1,7%; la più grande catena di supermercati del Regno Unito detiene ora il 27,8% del mercato. Aldi rappresenta il 10,6% del mercato e la spesa registrata alle casse della catena di discount è risultata superiore dello 0,7% rispetto a un anno fa.
Le vendite al dettaglio della catena di minimarket Co-op sono aumentate del 2,9%, con una quota di mercato stabile al 5,5%. Le vendite di Waitrose sono cresciute del 2,8%, con una quota di mercato stabile al 4,5%. In linea con il tasso di crescita del mercato complessivo, Iceland ha registrato un aumento del 2,6%, con una quota di mercato del 2,3%. Le vendite di soli generi alimentari presso M&S**** sono aumentate del 14,8% rispetto a un anno fa.
*Worldpanel, Moda, Abbigliamento scolastico complessivo (comprese le calzature), dati relativi alle 12 settimane terminate il 16 agosto 2026
**Worldpanel PanelVoice, Indagine sul rientro a scuola, agosto 2026, 991 famiglie intervistate, Pulse Panel. Date della raccolta dati: dal 24 agosto al 7 settembre 2026**
*** Worldpanel Usage Foods: il 57,5% dei pranzi al sacco dei bambini contiene un panino, settimana del 9 agosto 2026
****Nota: data la maggiore percentuale di abbigliamento e merci generiche nel proprio mix di vendite, M&S non rientra nella definizione di “negozi di generi alimentari” secondo la metodologia Till Roll su cui si basa il comunicato di Worldpanel relativo alle quote di mercato nel settore alimentare. Per questo motivo, non viene fornito un dato comparabile relativo alla quota di mercato di M&S. Il dato relativo alla crescita di M&S riportato in questo aggiornamento si riferisce esclusivamente alle vendite di beni di largo consumo (FMCG), mentre i dati relativi ai negozi di alimentari riportati nella tabella “Quota di mercato del settore alimentare” coprono la spesa totale registrata alle casse dei supermercati.
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Fraser McKevitt
Responsabiledel settore Retail e Consumer Insight, Worldpanel by Numerator

