Il boom dei piccoli acquisti frequenti: come i consumatori ottimizzano la spesa e la varietà ad ogni visita

Il consumatore tende sempre più spesso a fare acquisti più piccoli e a recarsi più volte nei negozi nel tentativo di controllare la spesa per i beni di largo consumo. Di conseguenza, sta prendendo piede il fenomeno degli acquisti effettuati nello stesso giorno ma con carrelli e negozi diversi. Questi acquisti rappresentano ormai fino al 30% degli atti di acquisto.

Di solito il primo carrello è quello principale, con una spesa media di 22 euro e sei categorie, mentre il secondo acquisto della giornata è complementare, con una spesa media di 10 euro e tre prodotti. I motivi principali di questo secondo acquisto sono l'assortimento in oltre il 60% dei casi (ricerca di un prodotto specifico o di una varietà), la vicinanza nel 14% dei casi (dimenticanza, urgenza o capriccio) e la ricerca di prezzi migliori o promozioni nel 9% dei casi.

Ceste multiple

Le categorie più scelte per assortimento sono legumi, carne, prodotti freschi, biscotti e snack; mentre per prezzo sono bibite, caffè, cioccolato, salumi e formaggi. In questi cestini, il marchio del produttore ha un peso del 47%, quattro punti in più rispetto alla media.

Una tendenza generalizzata

Questo aumento della frequenza degli acquisti è un fenomeno trasversale, presente in tutte le regioni e in tutti i tipi di famiglie, anche se è più marcato tra i giovani e gli anziani. L'unica eccezione sono le famiglie con figli, dove la mancanza di tempo limita la frequenza degli acquisti. E riguarda tutti i canali, compresi gli ipermercati, anche se in misura minore.

L'aumento delle visite al reparto implica che i consumatori acquistano quantità minori. Nello specifico, gli acquisti di prima necessità e di prossimità sono quelli che crescono di più, sia in termini di valore che di volume, e sono responsabili del 90% dell'aumento degli atti di acquisto.

Analizzando le tipologie di cestino, la differenza di spesa tra l'una e l'altra è significativa: un cestino medio costa circa 18 euro, mentre quelli piccoli oscillano tra i 6 e i 13 euro. Inoltre, il carico per atto è diminuito in tutte le tipologie, specialmente in quelle grandi, che sono passate da 17 a 16 categorie.

In definitiva, la sfida consiste nel comprendere il ruolo di ciascuna categoria, marchio o rivenditore nelle diverse tipologie di acquisti e adattare la strategia per attirare un maggior numero di acquisti, in particolare quelli più piccoli e frequenti.

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