Le vendite al dettaglio dei negozi di alimentari hanno registrato un’accelerazione del 3,3%, mentre l’inflazione dei prezzi dei generi alimentari è scesa al 2,6% nelle quattro settimane finoal 12 luglio2026, il tasso più basso dal dicembre 2024, offrendo ulteriore sollievo ai consumatori poiché segna il quinto mese consecutivo di calo dei prezzi.
Il rallentamento dell’aumento dei prezzi sarà una buona notizia per i consumatori, ma la spesa annuale offre un quadro più completo della situazione. Negli ultimi dodici mesi, fino a luglio, una famiglia media ha speso 5.530 sterline in generi alimentari, con un aumento di 156 sterline rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: ciò ci ricorda che, anche se il tasso di inflazione sta rallentando, il costo complessivo della spesa settimanale continua a salire.
L'estate all'insegna dello sport fa registrare un numero record di viaggi
Il mese di luglio ha visto susseguirsi importanti eventi sportivi e un’altra ondata di caldo. Con due motivi per fare rifornimento – sia per la giornata di partita che per un’altra giornata al sole – i consumatori hanno effettuato 497 milioni di acquisti nel corso delle quattro settimane, con una media di 17 per nucleo familiare, il dato più alto registrato dal marzo 2020.
Gli acquisti che includevano birra o sidro sono aumentati dell'8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La categoria dei prodotti analcolici o a bassa gradazione alcolica ha registrato un'impennata simile, con un aumento del 10% degli acquisti, ben al di sopra della crescita registrata nella categoria più ampia delle bevande alcoliche: nel corso del mese, infatti, il 7,2% della popolazione ha acquistato un prodotto analcolico o a bassa gradazione alcolica.
Le famiglie hanno continuato a godersi al massimo il sole: la spesa per gli hamburger è aumentata del 25%, quella per i ghiaccioli del 17% e quella per l’acqua in bottiglia del 23%. Anche la quindicina di Wimbledon ha dato il proprio contributo stagionale, con 77 milioni di sterline spese in fragole e 21 milioni in panna, a dimostrazione che alcune tradizioni non passano mai di moda.
Lo sport e il sole hanno contribuito a plasmare le abitudini di acquisto di questo mese, e il percorso dell’Inghilterra nel torneo ha avuto un chiaro impatto sul reparto bevande. Con i consumatori che facevano scorta nei giorni delle partite e il giorno prima delle prime tre partite a eliminazione diretta, la spesa per la birra è aumentata del 21% rispetto agli stessi giorni dell’anno scorso. Tale entusiasmo non è stato però condiviso in Scozia e nel Galles, dove l’incremento corrispondente è stato solo del 2%.
La praticità e i marchi hanno la meglio
I minimarket hanno registrato un mese molto positivo, con un aumento di 7 milioni di visite rispetto alle stesse quattro settimane dell'anno scorso, grazie ai clienti che sono usciti di casa per fare una breve spesa di quartiere.
Questo mese, per la prima volta dallo scorso agosto, le vendite dei prodotti di marca hanno superato quelle dei prodotti a marchio proprio, registrando un aumento del 5,5% contro il 4,0%. A guidare questa tendenza sono state le bevande analcoliche, i dolciumi e i gelati, categorie in cui la domanda estiva e gli acquisti d’impulso favoriscono tipicamente i marchi noti rispetto ai prodotti a marchio proprio.
Lidl è in testa nella crescita delle quote di mercato e Morrisons torna a crescere
Nelle 12 settimane fino al 12 luglio 2026, la quota di mercato di Lidl è aumentata di 0,5 punti percentuali, registrando il maggiore incremento tra tutti i rivenditori alimentari, grazie a un aumento delle vendite dell’8,6% registrato dal discount. Le vendite di Ocado, operatore specializzato esclusivamente online, sono aumentate del 14,1%, portando la quota di mercato al 2,2%, in crescita rispetto al 2,0% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente.
Morrisons è tornata a registrare una crescita della quota di mercato, conquistando l’8,5% del mercato con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al 2025, grazie a un incremento delle vendite del 3,5%. Riprendendosi dai problemi informatici dello scorso anno, la spesa registrata alle casse di Co-op è aumentata del 5,6%, il tasso di crescita più elevato dal febbraio 2021. Di conseguenza, la quota di mercato di Co-op è aumentata di 0,2 punti percentuali, attestandosi al 5,4%.
Anche Sainsbury’s ha guadagnato quote di mercato, passando dal 15,1% dello scorso anno al 15,2% nelle ultime 12 settimane, con un aumento delle vendite del 2,8%. Le vendite di Tesco, la più grande catena di supermercati britannica, sono aumentate dell’1,7%, con una quota di mercato del 27,9%. Sebbene le vendite di Asda siano diminuite dell’1,1% rispetto allo scorso anno, si è trattato comunque di un notevole miglioramento rispetto al -3,6% registrato il mese scorso. La quota di mercato di Asda nelle ultime 12 settimane si attesta ora all’11,5%. Aldi, la quarta catena di supermercati per dimensioni, detiene una quota del 10,8%, con un aumento delle vendite dello 0,7%.
Sia Iceland che Waitrose hanno mantenuto invariata la propria quota di mercato rispetto allo scorso anno, attestandosi rispettivamente al 2,2% e al 4,4%. La prima ha registrato un aumento delle vendite del 2,3%, mentre Waitrose ha registrato un incremento del 2,5%. Oltre alle catene di supermercati, le vendite relative esclusivamente ai prodotti alimentari presso M&S* sono aumentate del 16,0% nel corso delle 12 settimane, il tasso di crescita più elevato dal maggio 2023.
*Nota: data la maggiore percentuale di abbigliamento e articoli vari nel proprio mix di vendite, M&S non rientra nella definizione di “negozi di generi alimentari” secondo la metodologia Till Roll su cui si basa il comunicato Worldpanel sulle quote di mercato dei generi alimentari. Per questo motivo, non viene fornito un dato comparabile relativo alla quota di mercato di M&S. Il dato relativo alla crescita di M&S riportato in questo aggiornamento si riferisce esclusivamente alle vendite di beni di largo consumo (FMCG), mentre i dati relativi ai negozi di generi alimentari nella tabella “Quota di mercato dei generi alimentari” coprono la spesa totale registrata alle casse dei supermercati.
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Fraser McKevitt
Responsabile del settore Retail e Consumer Insight, Worldpanel by Numerator

